Morto Martin Gray, sopravvissuto al campo di Treblinka

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E’ morto lo scrittore Martin Gray, uno degli ultimi sopravvissuti del Ghetto di Varsavia, instancabile testimone del genocidio ebraico.

Gray è passato a miglior vita lunedì, 25 aprile, all’età di 94 anni. Ha lasciato molti libri tra cui ‘In nome dei miei’, un racconto autobiografico pubblicato nel 1971, che ha venduto più di 30 milioni di copie ed è stato tradotto in 26 lingue. Dal libro è stato anche tratto un film.

Lo scrittore era nato a Varsavia il 27 aprile 1922. Dopo l’invasione della Polonia, nel 1939, aveva vissuto con la sua famiglia nel Ghetto di Varsavia. All’età di 17 anni, aveva trovato il modo per diventare contrabbandiere, ma era stato deportato con sua madre e suoi due fratelli a Treblinka. Là, doveva estrarre i corpi dei morti dalle camere a gas.

E’ stato tra i pochi ad essere riuscito a fuggire dal campo di sterminio nascondendosi all’interno di un’auto.

Alla fine della guerra, mentre tutta la sua famiglia era stata sterminata, era andato negli Stati Uniti, a New York, dove viveva la nonna materna. Lì aveva fatto fortuna e aveva incontrato, nel 1959, la sua prima moglie Dina Cult.

La coppia si era poi stabilìta in Francia, vicino a Mandelieu, nel sud del Paese, ma il 3 ottobre 1970, durante l’incendio del Tanneron, Dina era morta con i loro quattro figli.

Dopo questa tragedia, la scrittura diventò una necessità per Martin Gray, come pure la causa ecologica.

Io non scrivo, grido, ripeteva.

Umanista, attivista per la pace, non la diede vinta alla sventura; si risposò ed ebbe cinque figli.

L’attrice Macha Méril che aveva lavorato in un film tratto da un suo libro, ha detto in un’intervista a ‘Le Figaro’ che lo scrittore aveva ‘un’energia che dovrebbe servire da lezione a tutti noi’.

Era stato un bambino che aveva sperimentato il ghetto di Varsavia, aveva perduto sua madre e i suoi fratelli nei campi di sterminio, poi quando infine si era ricostruito la vita, sua moglie e i suoi quattro figli erano morti in un incendio, ha spiegato l’attrice.

Ha vissuto fino a questa età canonica di 93 anni, nonostante i drammi incrociati. Questa longevità è stata la sua ultima vittoria, ha infine osservato.

Gray aveva trascorso gli ultimi quaranta anni di vita a parlare di ecologia e della Shoah, facendo incontri con gli studenti e rispondendo alle migliaia di lettere che gli giungevano da tutto il mondo.

Dalla Francia, poi, si era stabilito in Belgio, nel 2001, dapprima a Uccle, poi, dal 2012 a Ciney, dove è morto.

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