Le donne che vivono accanto al verde campano di più

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Vivere in mezzo alla natura fa bene, in particolare alle donne. Lo ha trovato un nuovo studio apparso sull’Environmental Health Perspectives.

Dallo studio è emerso che le donne che vivono in un ambiente con alberi, arbusti e piante hanno più bassi tassi di mortalità.

Meno malattie renali, respiratorie e cancro c’erano nelle donne che vivevano in contatto con la natura, che avevano anche un miglioramento della salute mentale, un più alto impegno sociale, un aumento dell’attività fisica e un ridotto inquinamento atmosferico.

L’aria della città rende liberi si diceva nel Basso Medioevo. Ora, in un contesto di frenetica evoluzione tecnologica si può dire che l’aria della città rende malati.

I ricercatori hanno trovato che le donne dello studio che vivevano in un ambiente con livelli elevati di vegetazione, ad esempio vicino alle loro case, avevano un tasso di mortalità inferiore del 12% rispetto alle donne con più bassi livelli di vegetazione accanto alle loro abitazioni.

Siamo rimasti sorpresi nel riscontrare una relazione così forte tra l’esposizione al verde e il minor tasso di mortalità”, ha detto il dottor Peter James, che ha condotto lo studio.

“Siamo stati ancor più sorpresi dalla prova che un’ampia parte dei benefici dati dall’alta presenza di vegetazione siano collegati con una migliore salute mentale, misurata attraverso livelli più bassi di depressione”, ha aggiunto.

“Sappiamo che piantare vegetazione aiuta l’ambiente e mitiga il cambiamento climatico”, ha anche detto James auspicando che i politici si adoperino sempre più per creare ambienti più sani.

In fondo, oggi, siamo abituati a pensare che con una pillola si possa risolvere tutto, anche le patologie legate all’inquinamento. Abbiamo dimenticato che, in passato, esistevano i sanatori, luoghi di cura che ponevano l’accento, proprio sulle capacità curative del clima e della specificità geografica, marina, montana, o resa salubre dalla vegetazione e dall’aria pura.

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