UA-72767483-1

Pasqua: molte colombe e agnelli, pochi conigli

Filed under Cultura e Società, Opinioni

In Italia, Pasqua vuol dire soprattutto mangiare colomba, agnello, uova o, al massimo, avere in dono una gallina di cioccolato. Ma le abitudini Pasquali nel mondo sono varie.

Alcune usanze anglosassoni nel nostro Paese non sono riuscite a decollare, in un contesto in cui ciò che è britannico ha molta influenza sulla nostra cultura.

ABA English, accademia online di inglese con quasi 8 milioni di alunni, ha svelato le tradizioni British che a differenza di Halloween ancora non abbiamo adottato.

Pasqua in inglese si dice coniglio (o quasi)
Già dal VIII secolo, gli anglosassoni usano il termine Easter per definire la celebrazione della resurrezione di Cristo. Eppure questo termine ha molto poco a che vedere con la religione cristiana. Infatti, deriva dal nome della dea pagana Eostre, adorata dai Sassoni nel periodo primaverile quale protettrice della fertilità e della nuova vita. La dea era comunemente raffigurata con la forma di una lepre o di un coniglio e successivamente il nome è stato adottato per indicare la resurrezione di Cristo che per i cattolici rappresentava la nuova vita.
Da questa dea deriva anche la tradizione degli Easter Bunnies, ovvero quei coniglietti pasquali che nella versione di cioccolato sono arrivati anche nei nostri supermercati.

La simbologia dell’uovo di Pasqua
Nei paesi anglosassoni è tradizione distribuire le uova tra gli amici nel periodo pasquale. Secondo la tradizione pagana, poi adottata e trasformata dal cristianesimo, le uova rappresentano l’inizio di una nuova vita, quella vita che rinasce con l’inizio della primavera e che si celebra con la festa dell’equinozio. Regalare uova a Pasqua è una tradizione con molti secoli di storia alle spalle, di radici pagane, ma in seguito adottata dalle religioni monoteiste.
Secondo la tradizione cristiana, sia cattolica che ortodossa, il consumo di uova durante la Quaresima era sconsigliato, per questo le uova depositate venivano cotte e conservate fino alla Domenica di Pasqua, data in cui tale precetto cessava di essere valido. Dopo il lungo periodo di astinenza pasquale, le uova cotte venivano quindi distribuite tra i familiari come gesto di affetto.
In molte culture, le uova venivano dipinte a mano e decorate. Da questa stessa tradizione sono nate delle vere opere d’arte quali le uova di porcellana Fabergé, con gioielli e intarsi commissionate per la prima volta dagli zar russi.

Alla ricerca del coniglio pasquale
Se la domenica di Pasqua i bambini italiani devono solo rompere l’uovo di cioccolato per trovare la sorpresa che li aspetta, per i loro coetanei anglosassoni la ricompensa è molto più difficile da trovare. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, i bambini per trovare il loro regalo devono affrontare una vera e propria caccia al tesoro chiamata Easter Egg Hunt.
Le famiglie nascondono in giardino o in casa uova di cioccolato dipinte (o in alternativa di plastica con all’interno dei doni) e i bambini devono cercare di trovare l’uovo che il coniglietto pasquale (Easter Bunny) ha portato loro in regalo.
La credenza più diffusa è che a sua volta questa tradizione abbia origine tedesca e che nei secoli passati si sia estesa ad altri paesi quali appunto Regno Unito e Stati Uniti attraverso l’immigrazione.

Egg Roll” e gli italiani trascorrono pasquetta tra gite fuoriporta e picnic all’aria aperta, i sudditi della regina si dilettano giocando all’Egg Roll (letteralmente l’uovo che rotola). Si tratta di un gioco tanto popolare quanto antico in cui i bambini fanno rotolare giù per una collina delle uova sode decorate, che poi inseguono cercando di essere i primi a raggiungerle per vincere il premio di cioccolato in palio.

Hot Cross Buns
Infine, se nella penisola il dolce pasquale più diffuso è la colomba, nei paesi anglosassoni si preparano gli Hot Cross Buns. Sconosciuti al pubblico italiano, si tratta di panini speziati e leggermente dolci che per tradizione si preparano il Venerdì Santo. Varie superstizioni circondano questo dolce, la più popolare dice che condividere uno di questi panini con un amico assicura che l’amicizia duri durante il corso dell’anno successivo.

da un testo inviato da Maria Stefanoni
per ABA English

Potrebbe interessarti anche:

You must be logged in to post a comment Login