Un impianto sottocutaneo contro l’Alzheimer

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In futuro, chi è a rischio di avere il morbo di Alzheimer potrebbe evitare la patogia mettendo un impianto sottocutaneo capace di prevenire le malattie neurodegenerative.

L’Ecole polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL) ha pubblicato sulla rivista ‘Brain’ i risultati di uno studio fatto sui topi.

Il team svizzero ha iniettato sotto la pelle degli animali un impianto che immetteva anticorpi continuamente per diversi mesi nella circolazione sanguigna. Gli anticorpi attraversando la barriera emato – encefalica, raggiungevano il cervello, stimolando il sistema immunitario dell’animale, con la riduzione dell’Alzheimer nei topi malati.

Si tratta di una terapia minimamente invasiva che potrebbe essere usata prima che la malattia si sviluppi, bloccando l’accumulo e l’aggregazione della proteina beta amiloide, hanno detto i ricercatori.

La difficoltà consiste nel valutare il numero corretto della dose terapeutica per l’uomo in modo che funzioni come nei topi, hanno precisato.

I ricercatori sperano di rendere la tecnica disponibile entro 5-10 anni.

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