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Dimagrire: non è solo questione di debolezza

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Non riuscire a scendere di peso non è solo questione di debolezza caratteriale e di poca forza di volontà. A sostenerlo è un famoso medico americano, il quale ritiene che la causa sia un’altra.

Il dottor Robert Lustig, professore di Pediatria dell’Università della California San Francisco (UCSF), negli Stati Uniti, uno dei maggiori esperti in fatto di obesità, dice che il  problema è in un ormone, la leptina,  che agisce come da termostato per il nostro appetito.

Quando uno ha mangiato abbastanza, le cellule di grasso del corpo secerneno la leptina, che sopprime l’appetito, dando istruzioni al cervello e inviando il messaggio che è il momento di smettere di mangiare.

Questo meccanismo, tuttavia, è compromesso dallo zucchero, che spesso è aggiunto anche agli alimenti sani, come i cereali integrali o anche il latte scremato.

Come sostiene su “Fat Chance: l’amara verità sullo zucchero”, per anni gli scienziati hanno creduto che l’obesità fosse causata dalla mancanza di leptina, che provoca il sovrappeso e l’obesità.

Studi recenti, tuttavia, hanno mostrato che le persone obese hanno molta leptina. Il problema è invece la resistenza alla leptina, per cui uno continua a mangiare anche se ha già mangiato a sufficienza.

L’eccessivo consumo di zucchero provoca sovrapproduzione di insulina che innesca la resistenza alla leptina.

Per il dottor Lustig, regolando il consumo di zucchero e quindi la produzione di insulina si può migliorare la capacità del cervello di cogliere i segnali della leptina.

Per raggiungere questo obiettivo, l’esperto consiglia di:

– mangiare solo una volta a settimana un dolce a basso contenuto di zucchero;

– consumare molta fibra. L’apparato digerente lavorando duramente per rimuovere l’involucro esterno dei prodotti integrali rallenta il processo digestivo, impedendo l’impennata dei livelli di zucchero nel sangue. Quando lo zucchero aumenta gradualmente, il corpo produce meno insulina e mette in riserva meno grasso. Inoltre, la digestione lenta aiuta il cervello a percepire il senso di sazietà;

– camminare 15 minuti al giorno aiuta a migliorare la sensibilità del corpo all’insulina e ad aumentare la massa muscolare a scapito del grasso corporeo;

– mangiare in modo tradizionale. In molti alimenti confezionati e trasformati c’è lo zucchero ‘nascosto’ che può minare gli sforzi. E’ meglio evitare gli alimenti trasformati e mangiare quello che si fa a casa;

– mangiare lentamente. Se si mangia in piedi e rapidamente il tempo non è sufficiente per attivare la sensazione di sazietà;

– mangiare proteine (pollo, pollame, pesce, latte magro) a ogni pasto, per rallentare il processo di digestione e le esplosioni di insulina.

– evitare qualsiasi alimento che contenga solo grassi, carboidrati e zuccheri (ciambelle, paste, frullati, eccetera).

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