Siria: la Russia ritira parzialmente le truppe

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La Russia ha annunciato il ritiro parziale delle sue truppe dalla Siria. Il presidente russo Vladimir Putin, unitamente ai Ministri della Difesa e degli Affari Esteri, lunedì ha ordinato questo ritiro parziale delle forze militari e ha chiesto al suo governo di raddoppiare gli sforzi diplomatici per la pace.

L’evento è accaduto lo stesso giorno che l’ONU, a Ginevra, ha avviato i colloqui tra il Governo siriano e l’opposizione, per tentare di porre fine a una guerra che è, ormai, nel suo sesto anno.

Putin ha detto di aspettarsi che la decisione di ritirare le truppe faciliti il processo dei negoziati di pace.

“Spero che questo dia un buon segnale a tutte le parti in conflitto e aumentare il livello di attendibilità di tutti i partecipanti al processo” dei negoziati a Ginevra, ha detto il presidente russo, secondo l’agenzia di stampa russa Interfax.

Putin ha iniziato a portare via aerei e soldati ma non ha fornito un preciso calendario sul ritiro delle truppe, precisando, inoltre, che la base di Hemeimeem, nella provincia costiera di Latakia, come pure l’installazione navale di Tartus, continueranno a funzionare.

Il Governo russo non ha rivelato la quantità di soldati o piani, distribuiti e effettuati in Siria fin dall’inizio dell’operazione, cinque mesi fa, o i dettagli della campagna di attacchi aerei contro i gruppi ribelli che cercano di rovesciare Assad, tra cui ci sono i jihadisti dell’Isis e i gruppi legati ad Al Qaeda.

Nel corso delle operazioni russe in Siria, iniziate il 30 settembre scorso, gli Stati Uniti d’America hanno ripetutamente accusato la Russia di aver concentrato gli attacchi sulle milizie contrarie ad Assad, che hanno causato vittime tra la popolazione civile. Mosca ha sempre negato questo fatto.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha poi parlato per telefono con il suo omologo russo, Vladímir Putin, sulla crisi in Siria, dopo l’annuncio a Mosca del “ritiro parziale” delle sue truppe dal Paese.

Lo ha fatto sapere la Casa Bianca.

Secondo Washington, Obama avrebbe detto a Putin che il governo del presidente siriano Bashar Al-Assad sta mettendo a rischio la continuità della tregua iniziata lo scorso 27 febbraio e il processo politico per la pace in Siria.

Il Presidente Obama avrebbe ribadito che una transizione politica è necessaria nel Paese per porre fine alle violenze in Siria.

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