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Draghi si è spinto oltre, ma i problemi delle economie europee permangono

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Draghi, con l’annuncio di ieri, si è spinto più oltre rispetto alla politica del “Whaterver it takes”, Costi quel che costi.

Una serie di misure prese dai 25 membri del Consiglio Direttivo della BCE hanno dato luogo al più ambizioso pacchetto di stimoli mai annunciato dall’istituto europeo.

LE MISURE

Draghi ha annunciato le seguenti misure:

·Il tasso d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali presso la Bce effettuate dagli istituti di credito dell’Eurozona è stato abbassato da 0,05% a 0%;

·Il tasso d’interesse sui depositi detenuti presso la BCE viene abbassato da -0,30% a -0,40%;

·Il tasso d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale (tramite le quali le banche dell’Eurozona possono ottenere dalla Bce liquidità overnight, a fronte di attività idonee) è stato abbassato di 0,05%, a 0,25%;

·l’ammontare complessivo di attività finanziarie acquistato mensilmente dalla Bce da aprile passerà da 60 a 80 miliardi di euro;

·le obbligazioni societarie in Euro emesse da società diverse dalle banche con sede nell’eurozona verranno incluse nella lista dei titoli finanziari acquistati con regolarità dalla banca centrale;

·una nuova serie di quattro TLTRO (Targeted Long Term refinancing operation) con scadenza 4 anni verrà lanciata partendo da giugno 2016.

Il pacchetto di misure è impressionante e in prima battuta è stato accolto molto positivamente da tutti i mercati.

Cosa ha spinto la BCE ad un’azione di tale portata? si chiede MoneyFarm SIM S.p.A. Sicuramente l’inflazione, che gli ultimi dati di settimana scorsa hanno visto diventare addirittura negativa.

Le previsioni dell’Istituto di Francoforte ora vedono l’inflazione rasente lo zero (0.1%) per tutto il 2016, rivedendo notevolmente al ribasso la stima precedente, pari all’1%. Per il 2017 la crescita dei prezzi al consumo è vista pari all’1.3% e per il 2018 pari all’1.6%. La crescita del PIL dell’Eurozona per il 2016 è stata rivista al ribasso, dall’1.7% all’1.4%. e per il 2017 dall’1.9 all’1.7%.

I DUBBI

Un dubbio rimane, dice MoneyFarm. La mossa di oggi rappresenta un ulteriore passo avanti nella politica del Costi quel che costi (“Whatever it takes”) annunciata da Draghi nel famoso discorso del luglio 2012, quando l’area Euro era sull’orlo della frammentazione.

Quello che gli investitori non riescono a smettere di pensare è che misure sempre maggiori sottintendono che i problemi delle economie europee permangono e che le politiche monetarie stanno perdendo di efficacia; è inevitabile chiedersi quanto sia lontano il giorno in cui la loro efficacia diventi nulla. Questo può spiegare il perché, dopo l’accoglienza calorosa, i mercati abbiano reagito con una certa freddezza, tornando ai livelli pre-annuncio.

Senza uno sforzo collettivo anche da parte dei governi nazionali, che inizino a implementare politiche fiscali virtuose, è probabile che le politiche monetarie inizino a perdere di efficacia. E che i mercati reagiscano all’annuncio di Draghi come reagirono un mese fa alle politiche della Banca Centrale Giapponese.

Da un comunicato di MoneyFarm SIM S.p.A

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