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Giornata Mondiale senza Tecnogia: anche Steves impediva ai figli iPod, iPad e iPhone

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Il prossimo 4 marzo sarà la ‘Giornata mondiale senza tecnologia’, una giornata di riflessione sui pericoli di stare sempre connessi e in mezzo a strumenti tecnologici. Ventiquattr’ore senza rispondere agli sms, controllare la posta o rispondere alle telefonate può aiutare a capire quanto si è dipendenti dai moderni mezzi tecnologici.

Secondo alcuni l’idea di una ‘Giornata mondiale senza tecnologia’, sarebbe nata proprio nel corso di una discussione a casa Zuckerberg, ossia del fondatore di Facebook, secondo altri, invece sarebbe venuta a un gruppo di artisti e intellettuali ebrei di New York.

Quali che siano le origini alla base di questo evento, c’è sempre più preoccupazione nel mondo sulle conseguenze che la tecnologia può avere su ragazzini e giovani. E i creatori della tecnologia, a loro volta, sono preoccupati per i loro figli.

Domenica, si è svolta la sesta Giornata mondiale senza Facebook. In Italia in pochi se ne sono ricordati. Anche quell’evento chiedeva di dimenticare per un giorno i ‘Like’, le pubblicazioni, le nuove emoticon e i news feed.

La giornata aveva lo scopo di incoraggiare le persone a riflettere sulle a loro abitudini riguardo ai social network.

Usiamo i social nel modo giusto? Ci passiamo troppo tempo? Sono diventati un sostituto dei concreti contatti sociali? Si è perso interesse per le attività che prima piacevano? Si ha un senso di vuoto e di inadeguatezza se non ci si può collegare ai social?

Sono tutte domande che ci si deve porre per essere padroni della propria vita, restare connessi alla realtà e stare bene con gli altri e con se stessi, senza cadere nella dipendenza.

Uno studio fatto nell’Università di Sherbrooke (Québec, Canada), ha mostrato che l’1,5% dei ragazzi con meno di 18 anni è dipendente da Internet.

Recentemente nei giornali italiani, ‘Il Messaggero’ e altre testate, hanno ripreso una notizia, salita alla ribalta della cronaca qualche anno fa, la quale diceva che anche Steve Jobs, il famoso cofondatore di Apple, non voleva che i suoi figli usassero iPod, iPad e iPhone.

Lo sfortunato inventore di Apple, morto per un cancro al pancreas, qualche anno fa, diceva in un’intervista al New York Times che non voleva che la sua famiglia fosse circondata da strumenti tecnologici, di cui i figli non comprendevano il funzionamento e le caratteristiche.

Come Jobs, ricorda ‘Il Messaggero’, anche Chris Anderson, ex direttore del magazine Wired e coofondatore di Robotica 3D, ha detto: “Conosco i pericoli della tecnologia, li ho vissuti sulla mia pelle e non voglio che accada lo stesso ai miei figli”.

Evan Williams, fondatore di Twitter, e sua moglie Sara Williams, a loro volta, hanno circondato i figli di libri e non di tecnologia, spiegando come sia importante che i più giovani non diventino dipendenti e sappiano avere dei limiti nell’utilizzo degli strumenti tecnologici.

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