Unioni civili, testo approvato in Senato. No ad adozioni e ad equiparazione al matrimonio

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Il Senato giovedì ha votato la fiducia al Governo sulla legge riguardante le unioni civili, tra persone dello stesso sesso.

Il testo è stato adottato con 173 voti contro 71. La legge ora passa alla Camera dei deputati.

Con un “super-emendamento” sono stati stralciati dal testo originario, il ddl Cirinnà, la possibilità di adottare i figli naturali del coniuge e l’equiparazione al matrimonio.

Le coppie dello stesso sesso avranno l’obbligo del supporto morale e materiale reciproco, il diritto alla residenza comune, il beneficio della pensione di reversibilità e del subentro nei contratti di affitto, il permesso di soggiorno per il coniuge straniero , il diritto di visita in ospedale, la possibilità di prendere il nome del compagno e di avere la comunione dei beni.

In relazione alle adozioni, ossia alla cosiddetta stepchild adoption, il testo non impedisce che i tribunali possano deciderla caso per caso, in nome dell’interesse superiore del minore e per una continuità emotiva.

Per “ufficializzare” l’unione civile bisognerà andare in Comune con due testimoni maggiorenni.

Il sindaco, o in alternativa un suo delegato, provvederà all’iscrizione dell’unione “nell’archivio dello Stato civile” e consegnerà alla coppia un attestato che conterrà i dati anagrafici delle parti, l’indicazione del loro regime patrimoniale e della loro residenza, oltre ai dati anagrafici e la residenza dei testimoni.

Non saranno necessarie le pubblicazioni.

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