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Tumore: nuove speranze dall’immunoterapia sperimentata al San Raffaele

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Da’ sempre migliori speranze, nella lotta contro il cancro, l’immunoterapia sperimentale, che ingegnerizza dei globuli bianchi addestrandoli per combattere specifici tumori.

A Washington, in occasione degli incontri annuali organizzati dall’American Association for the Advancement of Science (AAAS) sono stati presentati i risultati preliminari degli studi clinici che si occupano di immunoterapia sperimentale, tecnica utilizzata per combattere alcuni tipi di tumore, tra cui la leucemia linfoblastica acuta, il linfoma Non-Hodgkin e la leucemia linfocitaria cronica, in molti casi recidivanti e resistenti ai trattamenti.

Stanley Riddell del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (Stati Uniti), Chiara Bonini dell’Istituto San Raffaele di Milano e Dirk Busch dell’Uninversità tecnica di Monaco (Germania), hanno presentato i risultati dei loro lavori.

La tecnica consiste nel prelevare dal paziente dei linfociti T (globuli bianchi che rilevano le cellule anomale, comprese quelle cancerogene, e conservano memoria delle sostanze che costituiscono una minaccia per l’organismo), i quali, opportunamente trattati (ingegnerizzati) in modo che imparino ad attaccare le cellule tumorali del paziente, vengono di nuovo infusi nel paziente.

Queste cellule, in meno di due settimane, raggiungono, riconoscono e distruggono le cellule tumorali, imitando un meccanismo esistente nel corpo.

Riddell e i suoi colleghi stanno costantemente perfezionando il processo per aumentare l’efficacia, ridurre gli effetti collaterali negativi (sintomi neurologici e “sindrome del rilascio di citochine”, con le febbri e cadute di pressione sanguigna), modificare la tecnologia per applicarla a una vasta gamma di tumori.

A Washington, il dottor Busch, ha illustrato le tecnologie utilizzate per la lavorazione delle cellule T e di come salvaguardare l’organismo dalla tossicità correlata al trattamento. Chiara Bonini ha presentato una tecnica di modifica del gene dei recettori della cellula T progettata per migliorare l’efficacia terapeutica, riducendo il rischio di tossicità. Stanley Riddell che da più di 25 anni,sperimenta terapie atte a modificare e potenziare il sistema immunitario per trattare efficacemente i tumori e le malattie infettive, ha presentato l’ultima versione di un’immunoterapia sperimentale che ha visto una “regressione sostenuta” di tumori in molti casi precedentemente recidivanti e resistenti al trattamento.

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