UA-72767483-1

Un nuovo farmaco curerà l’Alzheimer prima che danneggi i neuroni

Filed under Lifestyle, Salute

Un neurologo eminente della Facoltà di Medicina della Stanford University, il dottor Frank Longo, è il creatore di LM11A-31, un nuovo farmaco che promette di cambiare il trattamento del morbo di Alzheimer.

La sua società la PharmatrophiX sta conducendo gli studi clinici necessari per l’approvazione.

Se la sperimentazione umana continuerà come previsto, questo farmaco potrà rappresentare un passo importante verso la guarigione dalla terribile malattia, per la quale oggi non c’è un soddisfacente rimedio.

Il farmaco attualmente è considerato sicuro e i test nei topi e negli esseri umani hanno trovato che provoca effetti collaterali minimi. Ora, la sperimentazione è nella fase II e gli esperti si aspettano che il farmaco LM11A-31 sia approvato dalla Food and Drug Administration (FDA).

Per decenni, gli scienziati hanno cercato una cura concentrandosi quasi esclusivamente sul tentativo di liberare dalle placche di proteina amiloide la degenerazione dei neuroni cerebrali. LM11A-31, invece, non attacca direttamente l’amiloide.

Non sappiamo ciò che realmente causi la malattia di Alzheimer, ha detto Longo. Lo scopo di LM114-31 è quello di mantenere le cellule forti e protette dagli attacchi cerebrali neurologici.

Per il trattamento contro il degrado, gli scienziati si sono concentrati sui modi per assorbire l’eccesso di amiloide nel cervello prima che la proteina potesse formare le placche e distruggere i neuroni. Hanno sviluppato per questo, tra le altre cose, degli anticorpi che possono decomporre l’amiloide. Tuttavia, questi composti, anche se hanno funzionato negli animali, non hanno potuto fare molto per la memoria e le funzioni cognitive delle persone.

Forse c’erano troppi danni nelle persone con malattia avanzata perché i farmaci potessero avere qualche effetto misurabile. Per questo motivo, alcune aziende stanno provando dei farmaci nelle persone con malattia in stadio precoce.

Il LM11A-31 potrebbe consentire ai medici di prevenire alcuni dei danni causati dall’amiloide prima che si verifichino.

Grazie alle nuove tecnologie di imaging che illuminano l’amiloide, i ricercatori possono monitorare la prima comparsa di queste proteine ​​e vedere se crescono, studiando quello che poi potrebbe diventare la malattia di Alzheimer.

Se sarà approvato, il farmaco potrebbe essere uno dei primi che cambieranno il corso della malattia e non cureranno solo i sintomi.

L’Alzheimer inizia decenni prima della comparsa dei sintomi e il trattamento può avvenire prima che ci siano dei danni effettivi.

You must be logged in to post a comment Login