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Ezio Bosso a Sanremo: quando miseria e grandezza si fondono

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Ezio Bosso nella seconda serata del Festival di Sanremo, ieri, li ha battuti tutti e non solo per la sua musica. Grandezza e miseria, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo si sono congiunti, si oserebbe dire.

Nella società contemporanea in cui la malattia e la morte vengono occultate, nella costruzione di un mondo artefatto e piano, dove tutto è come l’uomo pensa che debba essere, liscio, senza emozioni e senza ombre, Ezio Bosso ha avuto, ha, il coraggio di presentarsi com’è, con la terribile malattia che l’ha colpito, la Sla.

E in lui grandezza e povertà si sono fuse, si fondono, in modo sublime.

Con Ezio Bosso sul palco, anche in quello dell’Ariston, è esplosa, esplode, tutta la bellezza della musica, di una fisicità che non si arrende e in cui bellezza ed eleganza, comunque e nonostante tutto, fanno gli sberleffi alla miseria della malattia e alla piccolezza della vita umana, che non risparmia nessuno.

L’infimo e il sublime, il sublime e l’infimo si alternano e si fondono. Si sono fusi, ieri sera. Poi il sublime ha vinto su tutto quando la musica è diventata una cosa sola con l’artista e la bellezza ha vinto sulla sofferenza, che è sembrata scomparire.

Il maestro ha ammesso che quando è emozionato fa più fatica a parlare e in effetti, ieri sera, appena è salito sul palco dell’Ariston il male cattivo lo ha piegato, scoordinato, incespicato…Ma poi Ezio si è rilassato e alla fine sembrava stesse quasi bene quando è diventato una cosa sola con la sua musica e il sublime ha avuto la meglio sulla malattia.

“La musica è una magia, non a caso i direttori d’orchestra hanno la bacchetta, è una fortuna che condividiamo”, ha detto Ezio Bosso.

Il Maestro ieri sera ha raccontato che inizia sempre i concerti con la parola “ciao” (“è una parola bellissima”) ed ha eseguito al pianoforte ‘Following a bird, un brano del suo ultimo lavoro ‘The 12th room’. Un brano che fa riflettere.

“Perdersi per imparare a seguire… perdere è brutto, ma non è brutto perdere i pregiudizi, le paure, perdere il dolore ci avvicina”, ha detto Bosso.

Fa niente se poi la polemica è sorta su una battuta del blog satirico spinoza.it.

“E’ davvero commovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa avere una pettinatura da coglione”, hanno scritto gli autori del sito, in linea con il loro stile dissacrante.

“E’ perché cerco di pettinarmi da solo”, ha risposto il Maestro… e gli autori del blog hanno incassato.

(di Paola Ort.)

IL VIDEO:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-306e05f7-a102-42fb-bf8b-dfeca642a88c-sanremo.html#p=0

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