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Il Museo egizio di Torino dedicherà una sala a Giulio Regeni

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Una sala dedicata, tutta ampiamente meritata, è quella che dedicherà il Museo Egizio di Torino a Giulio Regeni. Dopo la sua morte gli studenti egiziani dicevano: Giulio è morto per noi. Magari non sapevano una parola di italiano, ma manifestavano con cartelli dove figurava una scritta in italiano. Giulio era uno di noi c’era scritto in alcuni di cartelli.

Sarà la sala storica di Deir El Medina ad essere dedicata al ricercatore italiano, scomparso il 25 genneio, giorno dell’anniversario della Rivoluzione che destituì Ḥosni Mubarak.

Tristemente simbolica, “tale sala, che raccoglie 245 reperti, testimonianza delle professioni artigianali e operaie nell’Egitto dal XVI al XI a.C., conserva nella sua interezza gli albori delle ricerche attuali sui rapporti professionali e proto sindacali della civiltà dell’epoca, compreso il papiro relativo al primo sciopero avvenuto nel 29° anno di regno di Ramesse III, da parte delle maestranze non pagate del villaggio omonimo”.

“La memoria di Giulio dovrà essere mantenuta viva attraverso lo studio, la tolleranza e la convinzione che solo attraverso la reciproca comprensione tra fedi, culture e ideali diversi si possa produrre un mondo migliore”, dice la Direzione del museo su Facebook.

La Direzione del Museo ha anche inviato “le più sincere condoglianze, unitamente all’affetto di tutti i suoi curatori”, per la morte del “giovane ricercatore italiano, barbaramente ucciso per difendere i propri ideali e la sua coraggiosa attività di ricerca nel campo del lavoro e delle relazioni sociali”.

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