Gb: Putin autorizzò l’uccisione di Aleksander Litvinenko, ucciso col polonio

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Un magistrato britannico potrebbe accusare la Russia di aver ucciso l’ex agente del Kgb Aleksander Litvinenko.

L’uomo era morto all’età di 43 anni, a Londra, nel 2006, pochi giorni dopo essere stato avvelenato con il polonio-210, una sostanza radioattiva altamente tossica, che aveva ingerito bevendo una tazza di tè.

Una inchiesta pubblica sulla morte dell’ex agente del KGB, che si era stabilito in Gran Bretagna nel 1999, era stata aperta nel gennaio 2015.

Il giudice Robert Owen ha detto giovedì che probabilmente il presidente russo Vladimir Putin aveva autorizzato l’assassinio.

La vedova di Litvinenko, Marina, si è detta “molto soddisfatta” della relazione presentata da Owen.

“Le affermazioni che mio marito ha fatto in punto di morte, quando ha accusato Putin, sono state dimostrate da un tribunale inglese”, ha detto.

“L’operazione dei servizi segreti russi (Fsb) finalizzata a uccidere Litvinenko fu probabilmente approvata da Patrusehv, allora numero uno dell’Fsb, e dal presidente Putin”, ha spiegato il giudice dell’Alta Corte londinese, Robert Owen, presentando i risultati dell’indagine.

La cosa, ora, rischia di avere gravi ripercussioni sui rapporti tra Russia e Gran Bretagna.

Mosca ha definito l’inchiesta “orientata politicamente” e priva di “trasparenza”.

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