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Il Web è ormai un posto nauseabondo

Filed under Opinioni, Tecnologia

Il Web è diventato un posto nauseabondo, da posto di condivisione si è trasformato in un luogo in cui solo il business conta e in molti, di cui una volta ci si poteva fidare, si son trasformati in squali, disposti per soldi a vendere anche la propria madre.

I grandi editori, quelli che una decina di anni fa mandavano gente a intrufolarsi nei gruppi per seminare discordia e distruggerli, in modo che non ci si potesse più scambiare idee, versi e pensieri (e leggere o sapere solo quello che volevano loro), ora imperversano in modo squallido: hanno ottenuto in Rete la supremazia che cercavano.

Ovunque, ci sono solo loro: i grandi. Google, Bing, ma anche Facebook e Twitter, sono sempre più una vetrina di imprese e di grandi editori, dove più che all’interesse della gente si guarda agli utili.

Sulle Google News spesso compare nella sezione ‘Salute’, in vari post, la specifica ‘è uno studio italiano’…
Figurarsi!

Resta da vedere se i risultati di certi studi sono più utili alla carriera di chi li fa…o alla gente, complice Google (spalla destra, e anche sinistra, della casta medica e dei grandi gruppi?).

Il Web è una cosa democratica, ci hanno ripetuto per anni dagli Usa e intanto ci spiavano.

Oggi, siamo tutti controllati. Nel Web tutti i grandi vogliono che accediamo, diamo i nostri dati, le nostre password, in un sistema ormai diventato verticistico, dove solo i pochi sopravvivono e gli altri sono pecore da tosare utili per i pochi pastori, in un mondo che ormai ha ben poco a che vedere con la democrazia.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto e facciamo quel che possiamo per opporci a questo stato di cose, nella certezza che da soli non possiamo cambiare il mondo. Facciamo quel che possiamo, per il resto: Fiat! (quest’ultimo termine è utilizzato qui come parola latina, non come nome di un’impresa). Oltretutto, ormai, il Web è anche il regno degli hacker, che qualcuno, senza ombra di dubbio, assolda e paga, non facendosi alcuno scrupolo, pur di raggiungere i suoi fini di maggior lucro.

Per questo ci sentiamo di dire: auguri a tutti, a quelli che promuovono questa situazione e a quelli che supinamente e acriticamente vi si adeguano.

Degli auguri, visto come stanno le cose, davvero, ne abbiamo bisogno. Tutti.

(Paola O.)

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