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E’ morto Licio Gelli, venerabile e poeta

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Si è spento a 96 anni nella sua casa di Arezzo Licio Gelli, l’ex venerabile della loggia P2, condannato per depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna del 1980 e conosciuto per il suo ruolo nello scandalo del Banco Ambrosiano.

L’ex imprenditore e faccendiere è morto poco prima delle 23 di martedì a Villa Wanda dove viveva.

Da un po’ le sue condizioni di salute erano peggiorate e dopo un ricovero in ospedale, visto che i medici per lui non avrebbero più potuto fare nulla, era stato riportato a casa dai familiari.

Nato a Pistoia nel 1919, aveva partecipato alla Guerra civile spagnola, aiutando le truppe del generale Francisco Franco contro la fragile repubblica allora esistente nella penisola iberica.

Amante della poesia, combatté in quella guerra in cui fu ucciso dai falangisti di Franco un altro poeta, forse ben più grande, Federico Garcìa Lorca.

Fascista convinto, dopo l’8 settembre 1943, Gelli aveva aderito alla Repubblica di Salò.

Nella storia della Repubblica italiana pare che fosse implicato in due fatti controversi e oscuri, il fallito Golpe Borghese e l’Operazione Gladio, una struttura clandestina promossa dalla NATO e finanziata in parte dalla CIA per contrastare l’influenza comunista in Italia e in altri paesi europei.

A noi piace più ricordare Gelli come amante della poesia, anche se i suoi testi sovente non pare siano un granché:

penso / al quadrante sbiadito d’un orologio statico / e mi chiedo tra me quanto tempo mi rimane., scriveva Gelli.

Il 15 dicembre 2015, il tempo terreno dell’ex venerabile della loggia P2 è giunto alla fine.

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