Prevenire i problemi cognitivi legati alle nascite premature

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Un recente studio, fatto alla Washington University di St. Louis, dice che si potrebbe intervenire precocemente per far fronte ai problemi cognitivi connessi con le nascite premature.

Di solito si interviene solo dopo che i sintomi si sviluppano – ha detto la psichiatra infantile Cynthia Rogers – invece stiamo cercando sviluppare delle misure oggettive per capire se un bambino potrà avere problemi, in modo da intervenire con un supporto extra e con una terapia precoce.

I ricercatori per il loro studio hanno usato delle scansioni cerebrali su 134 neonati. Di questi, 58 erano nati a termine e 75 con almeno 10 settimane di anticipo. I neonati a termine sono stati analizzati due o tre giorni dopo la nascita, mentre quelli nati prematuri sono stati analizzati due o tre giorni dopo la data di scadenza della gravidanza.

Dopo aver esaminato le immagini, i ricercatori hanno trovato che le reti del cervello coinvolte nell’attenzione, nella comunicazione e nelle emozioni erano più deboli nei bimbi che erano nati prematuramente.

“Abbiamo trovato differenze significative nei tratti della materia bianca e anomalie nei circuiti del cervello nei bambini prematuri, rispetto ai neonati nati a termine” ha detto Rogers. Differenze sono state trovate anche nelle reti responsabili dei problemi di apprendimento e dello sviluppo. I circuiti cerebrali di queste reti sono stati collegati allo sviluppo del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività e all’autismo.

La ricerca è stata presentata a Neuroscienze 2015, la riunione scientifica annuale della Society for Neuroscience.

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