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Papa Francesco all’Onu: garantire casa, lavoro, terra e libertà a tutti

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Dopo Washington, Papa Francesco ieri ha iniziato il suo giro di circa 36 ore a New York.

Nella Grande mela, cuore della finanza, ma anche terra di milioni di immigrati, il Pontefice è stato accolto dalle grida di gioia delle migliaia di persone, sulla 5th avenue che ha attraversato in papamobile.

Nella Cattedrale di Saint Patrick è stato accolto dal governatore di New York, Andrew Cuomo, dal sindaco Bill de Blasio e dall’arcivescovo di New York Timothy Dolan.

Il Pontefice argentino ha espresso la sua solidarietà ai musulmani, dopo la fuga tragica che ha lasciato più di 700 morti a La Mecca.

Alle 12.30 è arrivato nella sede delle Nazioni Unite, per un intervento iniziato alle 14.20, di fronte ai 193 membri dell’Assemblea generale.

“Non possiamo permetterci di rimandare alcune agende al futuro. Il futuro ci chiede decisioni critiche e globali di fronte ai conflitti mondiali che aumentano il numero degli esclusi e dei bisognosi”, ha detto il Papa, aggiungendo che l’Onu non deve smettere di ricorrere ai negoziati per evitare i conflitti e battersi per garantire casa, lavoro, terra e libertà a tutti.

E’ la quinta volta che un papa visita le Nazioni Unite, una tradizione iniziata da Paolo VI nel 1965.

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