E…se il grasso non fosse poi così nocivo?

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L’indice di massa corporea, basato sul peso e l’altezza, non è una misura accurata nel rilevare il contenuto dei grassi del corpo, secondo due ricercatori statunitensi.

I dottori Rexford Ahima e Mitchell Lazar di Perelman, la scuola di medicina dell’Università della Pennsylvania, hanno detto che, coloro che sono obesi, non sono necessariamente predisposti a diabete, malattie cardiache, apnea del sonno, cancro e altre malattie.

Anche se parecchi studi hanno indicato un aumento della mortalità nelle persone obese, la ricerca americana ha trovato che l’obesità può invece proteggere contro la morte dovuta a tutte le cause, tra cui quella dovuta alle malattie croniche come il diabete, l’infarto e l’ictus.

“C’è un urgente bisogno di strumenti precisi, pratici e convenienti per misurare, grasso e muscolo scheletrico e di biomarcatori che meglio possano predire i rischi di malattie e della mortalità”, ha detto il dottor Ahima.

La formula per misurare l’indice di massa corporea è stata inventata dal matematico belga Adolphe Quételet nel 1832. Essa è stata per decenni la base per molte ricerche, che sono andate prevalentemente in una direzione: quando la formula per BMI (peso in chilogrammi diviso per l’altezza in metri al quadrato) dà 30 o più, la linea di demarcazione per l’obesità, il rischio di malattie cardiovascolari, di diabete di tipo 2 e di alcuni tumori è superata a volte drammaticamente, rispetto a quando tale numero scende sotto a 25.

Ma, per la recente ricerca, se la percentuale di adulti obesi che hanno un profilo metabolico malsano è alta (21% negli Usa), anche l’8% degli adulti normopeso hanno un metabolismo malsano.

Il 10% degli adulti obesi invece è metabolicamente sano e non in pericolo di morire presto, anche se viene considerato insano dai datori di lavoro, dagli assicuratori, dalle autorità sanitarie che li invita a perdere peso.

La gente, ha detto Lazar, può avere un eccesso di peso per varie ragioni (genetiche, comportamentali, psicologiche, sociali…) e può essere sana o no, come può morire presto o vivere a lungo, per una serie ampia di motivi.

Per i due ricercatori americani bisognerà trovare nuovi metodi per migliorare la misurazione dell’obesità e dei fattori correlati, tenendo conto di fattori quali età, sesso, genetica, fitness, malattie preesistenti, composizione corporea, ormoni adiposi, citochine, miochine e altri biomarcatori come strumenti predittivi.

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