Il virus dell’Ebola può nascondersi nell’occhio di un paziente guarito

Filed under Lifestyle, Salute

Il virus dell’Ebola può nascondersi nell’occhio di un paziente guarito e addirittura accecarlo, secondo uno studio apparso sul ‘New England Journal of Medicine’. Nella rivista si racconta che nell’occhio del dottor Ian Crozier, 43 anni, due mesi dopo la guarigione dall’infezione di Ebola, è stato trovato ancora il virus della terrbile malattia.

Il virus Ebola si era nascosto all’interno del tessuto del globo oculare, nell’umor acqueo, il liquido tra la cornea e il cristallino, senza interessare i tessuti esterni dell’occhio e le lacrime, oltre a non essere, dunque, infettivo.

Ian Crozier è un medico americano che si era ammalato di Ebola nel settembre 2014, mentre stava lavorando in Sierra Leone. Rimpatriato negli Stati Uniti era stato curato nell’Emory di Atlanta, in un’unità appositamente attrezzata.

Dimesso nel mese di ottobre, senza più alcuna traccia del virus, due mesi dopo era tornato nell’ospedale con un’infiammazione all’occhio sinistro e una pressione intraoculare molto alta, che gli causava gonfiore e gravi problemi alla vista.

Il medico, oltre ad avere problemi di vista all’occhio, aveva anche un cambiamento dell’iride, che da blu era diventata verde dieci giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

Il dottore, quando si è ripresentato in ospedale, soffriva anche di dolori articolari, stanchezza cronica e problemi all’udito.

Dopo la cura con vari farmaci tra cui dei corticosteroidi, il dottor Crozier ha cominciato a recuperare la vista e il suo occhio ha riacquistato il colore normale.

Non è chiaro quanto tempo il virus possa restare nell’occhio, causando un’uveite, un’infiammazione dell’uvea, lo strato centrale dell’occhio.

Si sapeva già che il virus dell’Ebola nei pazienti guariti può rimanere per mesi nello sperma, ora è chiaro che esso può rimanere anche nell’occhio, oltretutto, prima di quello del dottor Ian Crozier, erano stati già registrati altri casi di uveite nei pazienti guariti dalla terribile malattia.

Potrebbe interessarti anche:

You must be logged in to post a comment Login