Il tango argentino può aiutare i pazienti con malattia di Parkinson

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Il tango argentino potrebbe aiutare a stare meglio le persone che hanno il morbo di Parkinson, ancora in fase iniziale, secondo uno studio canadese, fatto da alcuni ricercatori di Montreal, tra cui quelli dell’Università McGill, pubblicato su ‘Complementary Therapies in Medicine’.

Lo studio canadese ha esaminato il valore terapeutico delle attività sociali e fisiche legate alla musica e al ballo, con le persone affette da malattia di Parkinson, che avevano i sintomi tipici della malattia, come disfunzioni motorie (tremori, rigidità e altri disturbi) e sintomi non motori, quali depressione, stanchezza e degenerazione delle funzioni cognitive. E’ emerso che un corso di tango di 12 settimane ha influenzato positivamente i sintomi non motori.

Quaranta uomini e donne affetti da parkinsonismo idiopatico hanno preso parte allo studio, il quale ha mostrato che il tango può migliorare l’equilibrio e la mobilità funzionale.

Questo ballo richiede passaggi specifici per muoversi avanti e indietro in modo ritmico, cosa che può essere utile in caso di difficoltà nel camminare e per evitare cadute all’indietro.

Inoltre, il tango richiede di utilizzare la memoria, di controllare l’attenzione e di fare più operazioni insieme. L’interazione e il sostegno sociale hanno poi risultati positivi sull’umore, anche se modesti sono i benefici relativi alle funzioni cognitive dei pazienti, alla riduzione della fatica e a tutte le funzioni motorie.

Un’attività fisica regolare è, comunque, in ogni caso, associata a un rischio minore di sviluppare il morbo di Parkinson.

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