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Attentato di palazzo Chigi: un caso isolato che incarna il desiderio di molti?

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Invitano ad abbassare i toni, ma nello stesso tempo demonizzano, accusano, offendono, mentre le televisioni più importanti ci presentano sempre le solite facce, quelle che gli italiani associano al malgoverno e non vorrebbero più vedere.

“Il grilletto” titolava ieri il Giornale, quotidiano di proprietà del fratello di Silvio Berlusconi, parlando dell’attentato di domenica di fronte a palazzo Chigi.

Il titolo, sparato in prima pagina, alludeva ai grillini, indicandoli come presunti responsabili di ciò che è accaduto domenica mentre il governo Letta stava giurando.

Fare un esame di coscienza, su come è stato governato e su chi ha portato l’Italia al punto in cui si trova è troppo scomodo da fare e non si concilia con certi interessi. Meglio scaricare sugli altri le responsabilità.

“Abbassiamo tutti i toni perché queste cose sono frutto di chi alimenta l’odio”, ha detto Berlusconi dopo i fatti di piazza Colonna, come se lui non avesse sempre aizzato, pur predicando l’amore (fare dell’ironia su quale tipo d’amore sarebbe fin troppo facile…).

Per la serie, la piazza la aizzo solo io, a urlare devo essere io solo.

Il tutto, come se non ci fosse stato lui, per lo più, negli anni in cui l’Italia è sprofondata nella disperazione, col lavoro che manca, la gente che non riesce ad arrivare a fine mese.

In questo contesto, non serve solo abbassare i toni, sarebbe servito non portare l’Italia al punto in cui è.

E noi non possiamo dimenticare che aizzare la gente è stato sempre un vecchio vizio di Berlusconi, che spesso, quando vengono toccati i suoi interessi, a torto o a ragione, minaccia di scatenare la piazza.

Spiace dirlo, ma dato che nessuno sembra accorgersene, è bene far notare che in Italia di fronte alle ruberie, ai disastri, alla sfacciataggine dei nostri politici in molti desidererebbero prendere un mitra e fare quel che ha fatto domenica Luigi Preiti, anche se poi la ragione finisce per prevalere.

Basta andare a prendere un caffè al bar la mattina e orecchiare quel che dice la gente.

In molti dicono che non c’è rimedio, che non c’è altro modo che quello di imbracciare un fucile e sparare…

Ma i nostri politici, per lo più questo non lo vedono, non lo sanno o semplicemente se ne fregano.

Forse non vanno nei luoghi frequentati dalla povera gente. Ma se ci andassero scoprirebbero che è gente normale quella che fa questi ragionamenti, che esprime il desiderio di imbracciare un fucile e fare giustizia: lavoratori, disoccupati, pensionati…non terroristi, drammaticamente soli, in un’Italia, ridotta in un modo, in cui non la si vedeva da più di mezzo secolo.

La gente normale non vede alternative. E in questo contesto Grillo fa da catalizzatore, in senso buono, dà una speranza e incanala l’aggressività, non facendola esplodere.

Gli inciuci, i latrocini, le ruberie, le ingiustizie sono state tante e tali che la gente non ne può più.

Non sono i grillini i responsabili dell’aggressività, semmai i grillini danno una speranza e fornendola smorzano l’aggressività.

Enrico Letta ha avuto il buonsenso di fare un governo con persone per lo più nuove, malgrado i numeri, in modo che la gente potesse dimenticare certe facce.

Le grandi televisioni invece continuano a presentarci le interviste ai vari Berlusconi, Bersani, D’Alema, Rosy Bindi, Brunetta, Schifani, Gasparri, Mariastella Gelmini…tutta gente che molti vorrebbero non vedere e sentire più.

Proprio ieri, di fronte al programma presentato da Enrico Letta, qualcuno ha pensato bene di far parlare Renato Brunetta in televisione.

L’onorevole in questione, chiedendosi dove potessero essere presi i soldi per realizzare il programma del governo, ha detto subito che si sarebbe dovuta rivedere la spesa pubblica.

E te pareva!

Se non fosse stato chiaro, si è capito, che a essere spremuta, almeno nelle intenzioni di Brunetta, dovrà essere ancora la povera gente. Ma la gente non ne può più. E questo non è un provocare?

In Italia servirà anche abbassare i toni, ma serve soprattutto fare una politica più giusta.

Aiuterebbe anche non presentare più in televisione certa gente che ha ha governato male, portando alla disperazione e all’esasperazione molte persone.

(Paola O.)

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