Lo scultore Giuseppe Penone ha vinto il Praemium Imperiale del Giappone 2014

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Lo scultore Giuseppe Penone ha vinto il Praemium Imperiale del Giappone 2014, un riconoscimento che, con le sue sezioni di pittura, scultura, architettura, musica e cinema, equivale al Nobel per l’Arte.

Come il Nobel, il Premio giapponese riconosce i valori universali che esso rappresenta e l’importanza dell’arte contemporanea nel mondo.

I vincitori sono stati selezionati in ciascuna delle cinque categorie per le loro realizzazioni artistiche, la loro influenza internazionale e perché hanno contribuito, con il loro lavoro, ad arricchire l’umanità.

Penone, 67 anni, una volta mascotte dell’Arte Povera, è stato premiato per la sezione scultura.

Gli altri vincitori della 26 ° edizione del Praemium Imperiale sono: l’americano Steven Holl, 66 anni, nella categoria architettura, il Compositore estone Arvo Pärt, 79 anni, nella categoria musica e, infine, il drammaturgo e attore sudafricano Athol Fugard, 82 anni, nella categoria teatro / cinema.

BIOGRAFIA DI GIUSEPPE PENONE dal sito arsvalue.com:

Giuseppe Penone nasce a Garessio in provincia di Cuneo nel 1947. Vive ed opera a Torino, risiedendo periodicamente a Parigi dove insegna all’École des Beaux-Arts.
L’opera di Penone ha varcato le porte dei più prestigiosi musei del mondo tra cui il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, la Tate Gallery di Londra, la Kunstalle di Basilea, lo Stadelijk Museum d’Amsterdam. Dopo la mostra di Napoli seguiranno, a fine Gennaio, la personale al Drawing Center di New York, e ad Aprile la grande mostra antologica al Centre Georges Pompidou di Parigi.
Sin dal suo esordio artistico (la sua prima mostra personale risale al 1968 presso il Deposito d’Arte Presente di Torino) Giuseppe Penone fonda la sua ricerca attorno al rapporto uomo-natura.
L’uomo attraverso la conoscenza sensoriale acquisisce una coscienza empirica ed intuitiva dell’Universo e delle leggi che ne regolano accrescimento e decadenza. La natura è così percepita, come un processo organico di mutazione della forma. La concezione fluida del mondo nella sua relazione con l’Arte porta Giuseppe Penone ad esprimersi, sul foglio, passando dal segno grafico alla parola e, nello spazio, dalla materia inorganica a quell’organica. La storia della materia, dei legni, delle terre, dei bronzi, delle terrecotte, anima sempre le opere di Penone. La sua Arte non è pura presenza, l’oggetto non si pone inerme davanti all’osservatore, ma si arricchisce del soffio vitale che lo ha percorso, del fuoco che lo ha modellato, della mano che lo ha tracciato. La forza concettuale delle opere di Penone non si ferma alla modellazione della forma, ma si estende a quella della parola, mediante la quale arricchisce di significati ulteriori la sua ricerca: “Scultore come interferenza casuale di un’ intelligenza pesante carica di terra, serva degli occhi e della mani, strettamente aderente alle cose reali e che non separa l’idea dall’utensile.”

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